19 Ottobre 2022

 

In officina realizziamo giornalmente numerose saldature e, parallelamente, ci dedichiamo anche al decapaggio, azione necessaria per ripristinare lo strato superficiale passivante dell’acciaio inox. Vediamo insieme cosa è il decapaggio, come si realizza e perchè è necessario eseguirlo anche sull’acciaio inossidabile.

Cosa è il decapaggio

Il decapaggio è un’operazione chimica di dissoluzione che avviene grazie all’utilizzo di acidi o basi e agisce mediante la rimozione volontaria e controllata di alcuni elementi allo scopo di pulire superficialmente un oggetto. È un processo spesso utilizzato sui metalli per decontaminare la superficie da ruggine e residui di lavorazione o come ciclo di pulizia e attivazione prima di finiture superficiali quali anodizzazione, passivazione e cromatura. 

Il decapaggio è senz’altro il metodo più semplice ed economico per ottenere nel acciaio inox una superficie decontaminata ed omogenea che possa garantire le caratteristiche per cui questa lega viene utilizzata. Successivamente al processo di decapatura, si prosegue infatti con la passivazione; un processo che ricrea la “pellicola protettiva” che contraddistingue questo materiale, garantita solo ed esclusivamente in assenza di ossidi (ad esempio quelli di saldatura) e altre contaminazioni. 

Come le saldature, anche i trattamenti di decapaggio e passivazione sono regolati da normative: ASTM A380 e ASTM A967.

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Tecniche di decapatura

Il processo di decapatura sull’acciaio inox può essere ottenuto principalmente in 3 modi:

  • Decapaggio meccanico. In questo caso la decapatura avviene tramite l’utilizzo di sfere in vetro, corindone, ghiaccio secco, spazzole inox, dischi abrasivi, ecc. Grande attenzione va prestata nella scelta degli strumenti da utilizzare per evitare fenomeni di contaminazione ferrosa che andrebbe ad intaccare la successiva fase di passivazione.  Questo è sicuramente un metodo rapido e di facile realizzazione, non garantisce però alcuna passivazione, vi è il rischio di danneggiare e contaminare la superficie e i costi per gli abrasivi sono elevati.

  • Decapaggio chimico. Questa tecnica può essere realizzata tramite immersione in vasca con acidi o attraverso applicazione di gel e paste decapanti. A seguito del decapaggio chimico si esegue un lavaggio, step fondamentale per neutralizzare ogni residuo di acido sulla superficie che potrebbe portare ad una rapida corrosione del particolare. Il vantaggio principale del decapaggio chimico è senz’altro la possibilità di raggiungere tutti i punti del manufatto uniformando la superficie, di contro è un processo pericoloso e fortemente inquinante. 

  • Decapaggio elettrochimico. Quest’ultima categoria è quella che utilizziamo in Emmebi e può essere, ulteriormente, suddivisa in sottogruppi. Avremo il decapaggio elettrochimico anodico che dissolve gli ossidi e passiva la superficie sottostante; il decapaggio elettrochimico catodico che protegge catodicamente il metallo dall’ossidazione e contemporaneamente rimuove gli ossidi superficiali; infine il decapaggio elettrochimico in AC (corrente alternata) in cui i due metodi precedenti, anodico e catodico, vengono applicati in maniera alternata nel tempo.

Decapaggio inox necessario?

Ma è davvero necessario il decapaggio dell’acciaio inox? Non è un materiale già resistente alla corrosione e inossidabile? 

Si e no. L’acciaio inox è, come abbiamo visto, un materiale resistente alla corrosione ma, per essere tale, è necessario che non perda alcuna delle sue proprietà naturali. Durante le varie lavorazioni non è possibile mantenere queste proprietà inalterate, ecco perchè risulta necessario un trattamento decapante, soprattutto su quelle superfici che non hanno una abbondante aerazione, come all’interno di tubazioni. 

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