16 Novembre 2022

La piegatura della lamiera è una lavorazione meccanica effettuata a freddo che provoca la deformazione permanente del pezzo esercitando su di esso delle forze tramite un punzone. Per ottenere un buon lavoro è necessario prestare attenzione ad alcuni fattori, primo fra tutti la scelta del metallo, che deve essere sufficientemente plastico per evitare rotture lungo la linea di piegatura.

Altro fattore cruciale è la determinazione e correzione del ritorno elastico. La piegatura infatti comporta uno stiramento delle fibre esterne ed un ricalcamento delle fibre interne con conseguente traslazione della fibra neutra verso l’interno; da ciò derivano delle tensioni interne che si liberano in parte dopo la piegatura determinando il fenomeno del ritorno elastico. 

Esistono diversi metodi di piegatura della lamiera in base alla tecnica utilizzata e ai risultati che si vogliono ottenere. In tutti i casi l’attrezzatura utilizzata è uno stampo costituito da un punzone, azionato da una pressa piegatrice, e da una matrice di forma opportuna, in funzione del tipo di piegatura che si vuole realizzare. 

Vediamo insieme i metodi più diffusi.

Piegatura in aria

Una tra le tecniche di piegatura della lamiera più utilizzata è senza dubbio quella che viene chiamata piegatura in aria, o su tre punti. Per eseguirla si usa un punzone superiore che, scendendo, pressa la lamiera in una matrice inferiore a V.
L’angolo di piega è determinato dalla profondità alla quale il punzone preme la lamiera nella matrice.

Durante tale processo la lamiera ha tre punti di contatto con la macchina: uno sul punzone superiore e due sulla lamiera.

In questa lavorazione il ritorno elastico è compensato da una maggior penetrazione del punzone. 

Tra i principali vantaggi della piegatura in aria c’è sicuramente la minor forza necessaria rispetto ad altre tipologie di lavorazione, che permette di piegare anche lamiere di grosso spessore, e la possibilità di ottenere angoli diversi utilizzando gli stessi utensili.

Il principale ostacolo, invece, è rappresentato dalla difficoltà di calcolare la giusta profondità di penetrazione del punzone in modo da compensare il ritorno elastico. Ad oggi questa difficoltà viene notevolmente limitato grazie all’impiego di presse piegatrici di ultima generazione.

Coniatura

La coniatura, o piega a fondo cava,  prevede l’utilizzo di un punzone che forzi la lamiera fino a pressarla contro tutta la superficie interna e cava della matrice. In tale processo punzone e matrice devono avere lo stesso angolo di inclinazione, altrimenti risulterebbe impossibile piegare la lamiera eliminando completamente il ritorno elastico.

Questa tipologia di piegatura è utilizzata principalmente per ottenere pieghe di angoli a 90° con lamiera sottile. 

Tra i principali vantaggi di questa tecnica ritroviamo la precisione e la perfetta replicabilità.
Tra gli svantaggi la necessità di utilizzare utensili diversi per ogni angolo desiderato e l’elevata forza di piegatura che rende irrealizzabile il processo oltre un certo spessore di lamiera (normalmente 1,5 mm).  

Schiacciata o appiattimento

Per realizzare questa tipologia di piega sono necessarie due fasi: una pre-piega nella quale la lamiera viene deformata con un’angolatura tra i 26° e i 35°, ottenuta tramite piega in aria, ed una successiva schiacciatura in cui la lamiera viene completamente o parzialmente schiacciata mediante l’uso di apposite presse.

Tale tecnica viene utilizzata principalmente per ottenere rigidità, protezione dei bordi e per evitare spigoli liberi. 

 

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